La Treccani dice di Wikipedia...

Ho fatto un piccolo esperimento: ho cercato il termine "Wikipedia"
nell'enciclopedia Treccani:

"Progetto editoriale nato nel 2001 e sviluppato esclusivamente all'interno della rete Internet, con lo scopo di creare un'enciclopedia plurilingue basata sulla collaborazione degli stessi utenti del servizio, ciascuno dei quali può modificare, correggere e integrare il contenuto di quasi tutti gli articoli. [...] Nel settembre 2006 si è affiancato il progetto Citizendium, con lo scopo di creare un'ulteriore risorsa enciclopedica creata dagli utenti ma questa volta sotto la supervisione di esperti."

Ma che c'entra qui il progetto Citizendium con Wikipedia?

Leggo poi dalla voce "enciclopedia" della Treccani, nell'approfondimento di Paolo Casini (i grassetti sono miei!):

"Inoltre le enciclopedie a stampa sono oggi esposte alla concorrenza sleale, per così dire, del web. A chiunque cerchi un'informazione rapida, o non abbia sotto mano un'enciclopedia aggiornata, capita sempre più spesso di avventurarsi nell'oceano della rete informatica, per imbattersi in risposte più o meno soddisfacenti, o a volte fuorvianti: il web è una sfinge che emette sentenze frammentarie ed elusive. Lo strumento comunicativo è utile, l'accesso veloce, il contenitore non meno neutro delle opere a stampa e probabilmente destinato a sviluppi impensabili. Enciclopedie on-line sono possibili, una volta che siano risolti non facili problemi di organizzazione, proprietà intellettuale, tutela giuridica. I primi tentativi di questo genere, rivolti a un pubblico indifferenziato, hanno, però, ignorato questi problemi mediante una formula ingenua, ottimistica, utopico-demagogica: affidare alla stessa cerchia potenziale degli utenti a basso costo la compilazione delle voci, la loro rettifica e, in prospettiva, il completamento e l'aggiornamento permanente. Ridotto al minimo l'apparato di selezione e controllo, la spontaneità del processo collettivo ha dato luogo, com'era da aspettarsi, a un prodotto ibrido, con lemmi costellati di errori grossolani."

Beh, me lo fate voi un commento.

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Commenti

Un'altra occasione sprecata. La Treccani avrebbe potuto evidenziare gli enormi vantaggi e virtù emergenti di Wikipedia.
Avrebbe potuto ammettere che si tratta di un esperimento di costruzione di conoscenza senza precedenti, che sfugge tuttora ad una profonda comprensione. Nonostante tutti i suoi limiti Wikipedia funziona e la gente la usa, e tuttora questo non viene riconosciuto. Inoltre è piuttosto vigliacco che alla voce "enciclopedia" non la citino apertamente (ma le sparlino dietro in maniera così bieca, come un compagno di scuola dispettoso), e le affianchino subito Citizendium, progetto enormemente più piccolo ma più vicino alle solite vecchie logiche. Peccato, sembra proprio che ilo risentimento abbia vinto su un'analisi competente ed obiettiva, come ci sarebbe aspettato da degli esperti. Paradossalmente la voce di Wikipedia su Wikipedia è più sincera.

Aubrey

Wikipedia nella propria voce «Enciclopedia» non si permetterebbe mai di discostarsi dal punto di vista neutrale tanto quanto fa la Treccani per criticare la concorrenza, dimostrando ben poca serietà.

Nemo

Beh ritrovo ovvio che Treccani impallidisca, scompaia alla luce di nuove frontiere. Intendiamoci ogni voce è un aiuto, ogni tassello fornisce conoscenza, ma se pensiamo al genere umano, perché oggi non riflettiamo sulla possibilità che ci è data per la prima volta al mondo di diffondere efficacemente ed efficientemente la conoscenza di cui è pieno il mondo?

Chiuderla in 4, 40, 40.000 libri è stato fondamentale sino ad ora. Oggi possiamo non tanto sconvolgere la conoscenza ma la fruibilità, la facilità d'uso. Se si riuscisse ad integrare questa visione con la conoscenza, anche proprietaria, che male ci sarebbe?

Tra l'altro i diritti d'autore sulla conoscenza condivisa... suona male...

Se ne deve dedurre che il rigoroso apparato di selezione e controllo dell'encoclopedia Treccani abbia ritenuto sia la voce "Wikipedia" che l'approfondimento alla voce "Encicopedia" di Paolo Casini
neutri, soddisfacenti, non fuorvianti, privi di sentenze frammentarie ed elusive, privi di parti ibride ed errori grossolani.

è solo invidia e se la treccani nn sa cos è l 'invidia ecco il link su wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Invidia fatevi un bell esame di ricerca XD ... wikipedia...

cmq Christian complimenti per i tuoi lavori... dovresti fare un video rivolto ai prof del mondo per spiegare come si spiega... sei il top

Nonostante la faziosità della Treccani il problema dell'autorevolezza delle voci non può essere negato.
Una soluzione potrebbe essere l'apposizione di una firma da parte di personalità autorevoli alla fine o all'inizio della voce per "certificarne" la veridicita. Tanto per cominciare.. che ne pensate?

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