Fonte:Il ministro Alfano, Youtube, Strano, la Carlucci e i dodo

Da Cantiere.

di Avv. Giovanni Battista Gallus, pubblicato nella sua pagina di Facebook, 21 marzo 2009

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Libertà in rete
Libertà in rete

Il sabato mattina ci sarebbero tante cose migliori da fare, piuttosto che scrivere questa nota, ma quando anche il ministro della giustizia si aggiunge alle sparate quotidiane contro la libertà in rete, il week-end diventa un ricordo.

Leggo su Repubblica (http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/alfano-you-tube/alfano-you-tube/alfano-you-tube.html) che Alfano ha dichiarato che il governo è intenzionato a "intervenire su You Tube". "Appena i tecnici del governo Berlusconi troveranno il modo, arriverà una nuova legge per contrastare gli abusi sempre più frequenti su Internet. Come in You Tube ad esempio".

Non solo: ha rincarato la dose affermando che "Il nome stesso di rete rimanda a una maglia difficile da controllare, ma stiamo lavorando sul tema".

Questa frase, evidentemente voce dal sen fuggita, dimostra perfettamente l'assoluta ostilità e assenza di conoscenza del mezzo che si intende regolare.

Insomma, mi pare che tra il senatore D'Alia, che poco tempo fa affermava disinvoltamente di voler spegnere youtube, l'ex senatore (trombato) Nino Strano – quello della vergognosa scenata della mortadella il giorno della caduta di Prodi, la Carlucci e ora il ministro Alfano, si sia delineando uno scenario a tinte fosche.

Al di là dei ragionamenti in punto di diritto, e di effettività delle norme (che mi risparmio su fb, e che farò in altra sede), è proprio l'atteggiamento di Nino Strano che ci dimostra quali siano le vere intenzioni, e a cosa si alluda quando si parla di “abusi sempre più frequenti”. Nino Stano, infatti, ha chiesto l'immediata rimozione del video su youtube (http://www.youtube.com/watch?v=X_M3-JdIJEU), che ritrae le sue eroiche gesta: gli insulti al collega Cusumano (l'ex UDEUR che votò la fiducia a Prodi), e la mangiata di mortadella e champagne. E la cosa più inquietante è la motivazione, riportata sul blog di Gisella, bersaglio dell'intimidazione (http://gisa.splinder.com/post/20041008/INTIMIDAZIONI): “Gentilissima persona, la invito a rimuovere il video la Lei installato! Con la Direzione di Youtube è ormai in corso, stiamo agendo in una direzione comune-, una procedura per fare rimuovere i video che ledono la mia immagine! Per il fatto da me commesso ho già chiesto scusa nelle sedi adguate, ma anche attraverso mezzi di giornale. La Invito ad occuparsi di tematiche ben più importanti nella sua Vita, non faccia la moralizzatrice del popolo! Mi auguro che presto rimuoverà il video, altrimenti lo farà la stessa direzione di Youtube, la mia denuncia è già partita! Grazie Nino Strano”.

Questa vera e propria intimidazione (che non è stata smentita affatto dall'interessato) è, come ho detto, inquietante: l'ex-senatore lamenta una lesione della sua immagine per la pubblicazione di un video (vero) di comportamenti che egli stesso ha tenuto, addirittura in un'aula parlamentare!!

E questo perché lui si è già “scusato nelle sedi adeguate”, e quindi immagino ritenga che la sua reputazione non debba essere più macchiata da ciò che egli stesso ha fatto nella sede istituzionale più alta.

Questa piccola (e un po' triste) vicenda chiarisce il vero motore di tutte queste boutade e progetti di regolamentazione più o meno arraffazzonati: il terrore per un sistema dell'informazione di cui non si può avere il controllo, in cui sono gli utenti a creare il contenuto, e a diffonderlo.

Un sistema dove non si può fare una telefonata al giornalista compiacente, per non far passare il servizio “scomodo”. Un sistema dove le interviste genuflesse e senza domande non fanno audience. Un sistema che ha memoria, che ricorda le eroiche gesta (come quelle dell'ex senatore Strano), che hanno leso non l'immagine di quest'ultimo, ma l'immagine dell'Italia intera.

Un sistema dove l'informazione circola liberamente, senza le censure e le autocensure, senza la possibilità di rimuovere direttori scomodi al primo segno di insubordinazione, in modo da piegarne uno per educarne altri cento.

Di questo hanno terrore, questo vogliono bloccare: ma dimostrano soltanto di non avere la capacità di comprendere che il mondo dell'informazione e della comunicazione è cambiato, che i “nuovi media” non sono più nuovi, che i diciottenni di oggi, nati nel 1991, non hanno memoria di un mondo senza Internet, e per loro le notizie sono youtube e i blog, non Fede e Vespa.

Ed è per questo che tutti i nostri parlamentari e ministri che si affannano a cercare di imbrigliare la rete, mi fanno venire in mente dei dinosauri al crepuscolo del cretaceo, oppure degli starnazzanti Dodo all'arrivo dei portoghesi e degli olandesi sull'Isola di Mauritius: esseri improvvisamente diventati incapaci di adattarsi al futuro, destinati a essere travolti da un mutamento che non comprendono ed al quale non possono adattarsi.

Ma dobbiamo vigilare, perché i dodo antichi non potevano incidere sul processo legislativo, i dodo moderni, invece, godono di questa facoltà, e evidentemente, intendono avvalersene.

PS: l'immagine è tratta da wikipedia, l'enciclopedia libera, dove (non a caso) Nino Strano è presente, e sono riportati anche i suoi più famosi interventi nelle aule parlamentari - http://it.wikipedia.org/wiki/Nino_Strano. Che abbia già scritto anche a wikipedia?

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